BASILICATA

La Basilicata (detta anche Lucania) è una regione dell’Italia meridionale che di solito non viene visitata per caso:

Soggiornare in questa terra significa scegliere di vivere un’esperienza diversa, immergersi in luoghi dove silenzio, colori, profumi e sapori ci allontanano dai rumori e dallo stress del turismo di massa. I boschi che ricoprono le montagne sono punteggiati da piccoli e graziosi paesini fino a quota 1000 metri, dove l’aria pura, i sapori genuini della terra e le bellezze della natura si uniscono alle numerose testimonianze storiche.

 

Il territorio della Basilicata è in gran parte montuoso e collinare; il clima, prevalentemente continentale con carattere mediterranee, è caldo-secco nelle aree costiere e nelle zone interne della collina materana. La regione è bagnata dal Mar Tirreno e dal Mar Ionio, attraversata dall’Appennino lucano con alte vette come il Vulture, il Sirino e parte del Massiccio del Pollino, è confinante con Campania, Calabria e Puglia. Le 5 aree della regione hanno caratteristiche diverse: la zona del Vulture Melfese è caratterizzato da altopiani, nella zona del Lagonegrese Pollino si trova  la vera montagna lucana, la collina materana è invece una vasta formazione di argille e calanchi, mentre la piana di Metaponto ha una matrice alluvionale.

 

I vigneti in Basilicata e i vini lucani

Il 10% dei 9000 chilometri quadrati della Basilicata è dedicato alla coltivazione del vino. La tradizione vitivinicola della regione ha origini molto antiche che risalgono ai tempi dell’antica Grecia. Uno tra i principali amanti del vino della Basilicata fu il poeta satirico Orazio (al quale sono dedicate numerose cantine), originario di Venosa, che per molto tempo nei suoi scritti elogiò i vini della zona.

L’unico vitigno autoctono della regione è la Malvasia di Basilicata, a bacca sia bianca che scura. Il vitigno principe però è l’aglianico che è anche l’unico detentore del marchio DOC. Abbastanza diffusi anche i vitigni internazionali, in particolare Cabernet Sauvignon e Merlot. La zona del Metapontino alterna stagioni di inverni miti e piovosi a estati calde, secche e abbastanza ventilati, ideali per la produzione di uve a bacca bianca, tra cui il Greco e Malvasia, che danno vini di media struttura ma dotati di un grande consistenza aromatica.

L’area collinare che propende verso il Materano è caratterizzata da zone argillose e zone sabbiose con sedimenti marini, nelle quali si coltivano i vitigni Greco e Primitivo, da cui si ottengono vini strutturati e di grande complessità olfattiva. Il fondovalle di origine alluvionale e marina, è costituito da terreni molto fertili e profondi, ideali per la coltivazione dei vitigni Merlot, Cabernet Sauvignon. La zona del Vulture, posta nella parte nord-orientale della regione, è particolarmente vocata per la coltivazione dell’Aglianico del Vulture da cui il vino prende il nome. Il territorio viticolo, posto in prossimità del vulcano spento, è ricco di potassio che conferisce ai vini freschezza, sapidità e mineralità; durante le estati siccitose, la porosità del tufo assicura alle viti un adeguato apporto di umidità, impiegando l’acqua accumulata nei mesi invernali. Qui le uve maturano tardivamente, hanno grappoli medi con buccia spessa e un colore violaceo, e sono coltivate a guyot

La collina materana più interna presenta caratteri mediterranei più attenuati; tuttavia, le estati calde e secche provocano forti escursioni termiche che favoriscono la coltivazione dei vitigni Primitivo e Sangiovese. La Val d’Agri è anch’essa una zona molto vocata dove le viti vengono coltivate a 600 metri s.l.m. producendo vini prestigiosi da vitigni internazionali. Nella provincia di Matera si trova la DOC omonima nella quale sono compresi il Greco, il Primitivo, il Moro e lo Spumante. Infine, nelle vigne che degradano verso il Mar Ionio, il clima caldo e asciutto favorisce la produzione di vini rossi potenti a base di Primitivo, con piacevoli profumi di lamponi e ribes, pepe bianco e note balsamiche, oltre a tannini eleganti, soprattutto se frutto di uvaggi con Merlot e Cabernet Sauvignon.

 

Degustazione in Basilicata

 

La cucina lucana ha profonde radici nella cultura contadina, che si ritrova nei formaggi DOP Pecorino di Filano e Canestrato di Moliterno, oltre che nel Caciocavallo podolico, perfetto con un bicchiere di Aglianico del Vulture Superiore. Altrettanto interessanti sono la Luganiga -salsiccia stagionata già nota ai legionari romani-, gli stufati e le empanadas al forno con agnello e patate, da gustare con un bicchiere di Grottino di Roccanova.

La coltivazione del grano duro è legata alla tradizione della pasta fatta in casa, come gli Strascinati oi Maccheroni, conditi con ragù e Cacioricotta, oi Cavatelli con fagioli di Sarconi, da provare con un Merlot della Val d’Agri. Infine, una grande specialità a base di semola di grano duro della varietà Cappelli, il Pane di Matera, dalla tipica forma a corno. In alcune zone dell’entroterra, l’unica eccezione gastronomica che profuma di mare è il Baccalà con Peperoni Cruschi, Peperoni di Senise essiccati e fritti in olio extravergine di oliva del Vulture DOP o della varietà Majarica delle colline materane, che sono è fresco e aromatico, spesso abbinato a una Malvasia Bianca oa un Greco del Iónico. La tradizione contadina propone anche biscotti con mandorle e noci da gustare insieme ad uno frizzante Moscato del Vulture dolce.

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