Valle d’ Aosta

La Valle d’Aosta è la regione più piccola, meno popolata e con minore densità abitativa di tutta l’Italia. Si trova nella parte nordoccidentale del Paese, è completamente montuosa e presenta le vette più alte del Paese: il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino e il Gran Paradiso, tutti al di sopra dei 4000 m. La Valle d’Aosta ha un clima alpino, molto freddo d’inverno e fresco d’estate. La neve cade abbondante per diversi mesi all’anno e sulle cime più elevate sono situati ghiacciai perenni.

La regione ha una forma grossolanamente a spina di pesce, con la valle centrale formata dalla Dora Baltea e una ventina di valli laterali che confluiscono da nord e da sud in quella principale. La valle centrale, nel tratto tra St.Vincent e Villeneuve, è orientata in senso est-ovest, con un versante ombroso esposto a nord e ricoperto da boschi di abete rosso e larice, opposto a un versante assolato, esposto a sud, coltivato a vigna e in passato a cereali.

 

I vigneti della Valle d’Aosta e i vini valdostani

La zona viticola della Valle d’Aosta si estende per 80 Km lungo la Valle della Dora Baltea; dei poco più di 500 ettari vitati, la maggior parte è coltivata in zone di montagna, mentre circa il 30% ha una posizione collinare. La presenza della vite in Valle d’Aosta risale all’età del bronzo come testimonia il ritrovamento di vinaccioli nell’area archeologica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta. Reperti del I secolo d.C in locali verosimilmente adibiti alla torchiatura testimoniano la presenza del vino in epoca romana. Tradizionalmente, la vite era coltivata su terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, tanto diffusi da caratterizzare il paesaggio in maniera caratteristica. Guardando i vigneti strappati alla montagna e messi a dimora su pendenze estreme si comprende subito l’origine dell’attributo eroica” dato a una viticoltura dove i processi colturali, compresi quelli di raccolta, sono estremamente ardui e non meccanizzabili. In tempi recenti le zone particolarmente aspre sono state abbandonate a favore di terreni più facili da coltivare, favorendo la diffusione di sistemi colturali moderni.

Le particolari condizioni climatiche della Valle d’Aosta — unitamente alle caratteristiche dei terreni e alla loro esposizione e pendenza — non hanno certo reso la vita facile ai viticoltori. Tuttavia, il recupero e la valorizzazione della coltivazione della vite in Valle d’Aosta ha creato una gamma ampia e qualificata di vini di montagna prestigiosi, riuniti sotto un’unica DOC “Valle d’Aosta – Vallée d’Aoste”, declinata in 7 sottodenominazioni di area e altre 31 riferite a specifici vitigni e tipologie di vinificazione.

Nella regione vi sono tre zone viticole principali: la Valdigne (o Alta Valle) dove la vite e in particolar modo il prié blanc, sopravvissuto alla fillossera, viene coltivata fino a 1200 metri di altitudine. La Valle Centrale è conosciuta per i vitigni autoctoni, mentre nella Bassa Valle si ha la massima diffusione del Nebbiolo di questa regione. Per l’85% i vitigni coltivati in Valle d’Aosta sono a bacca rossa, ma non mancano vini bianchi di grande qualità, soprattutto Chardoney e Pinot grigio, vini alloctoni, ma già da secoli coltivati nelle zone vocate della Valle,

I vitigni autoctoni sono in attesa di essere riscoperti e rivalutati, specialmente in abbinamento con piatti tipici locali con i quali si sposano perfettamente: tra questi ricordiamo il fumin (vino prevalentemente d’assemblaggio), il prié rouge o prëmetta e il già citato prié blanc (ex blanc de Morgex). Tra i vitigni più conosciuti il più coltivato è il petit rouge, seguito dal nebbiolo, il manzoni bianco, la barbera, il gamay, il dolcetto, il müller thurgau e recentemente lo chardonnay.

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